1947-2017 il mito Ferrari compie 70 anni. il primo decennio.

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Una passione che vive da 70 anni. Una passione che da 70 anni contagia.

 Ho trovato uomini che indubbiamente amavano come me l’automobile. Ma forse non ne ho trovati altri con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa” il Drake.

 

Il giornalista,  Giovanni Lurani , del quindicinale Auto Italiana, in un ampio servizio sulla  giovane Casa del cavallino rampante, il 15 gennaio 1947  titola cosi quel servizio: ” Dalle Officine di Maranello esce la nuova 125″. Il 12 marzo è Enzo Ferrari ha sottoporre la 125 al primo collaudo tra Maranello e Formigine.

 

La prima Vittoria, nei 70 anni del Cavallino Rampante, Franco Cortese

Era il 25 Maggio 1947 sul circuito delle Terme di Caracalla a Roma , Franco Cortese ( 1903-1986) si aggiudica il Gran Premio di Roma alla guida  della 125 S. E’ il primo rombo di una vettura costruita da Enzo Ferrari, nei suoi 70 anni di storia. Cortese trionfò dopo aver percorso 137,6 chilometri, a una media di 88,5 km/h. E’ la prima Ferrari con il Cavallino sul cofano ha vincere.

 

1948 nasce la 166 MM

Il 15 settembre 1948 fanno la loro prima apparizione , durante il Salone Internazionale dell’Auto di Torino, due nuove versioni della Ferrari 166.
La casa di Maranello le battezza con le sigle 166 S e 166 M. Entrambe nascono dalla carrozzeria milanese Touring, nota anche per il suo sistema di fabbricazione denominato “Superleggera”.
E’ una vettura rivoluzionaria, per i canoni dell’epoca, e lo si evince dalla distribuzione dei volumi, che segue sentieri diversi rispetto a quelli consolidati. La sua carrozzeria si caratterizza per la prominente nervatura che percorre la fiancata, per gli sbalzi ridotti e per una imponente griglia frontale che dona all’insieme quella forte personalità che solo le auto Ferrari sanno avere.
La 166 S è una berlinetta 2+2 dal passo lungo. La seconda, la 166 MM, con quelle due “emme” accostate (che stanno per Mille Miglia),  non dissimula sua vocazione sportiva.

 

1949  Il primo successo alla 24 ore di Le Man, Luigi Chimenti

La grande storia internazionale della Ferrari parte proprio da questa vittoria per una gara in cui lo stesso Ferrari non voleva partecipare.

70 anni

Il 25 e il 26 giugno 1949  si disputa la 17a edizione della 24 Ore di Le Mans. Era la prima edizione dopo la fine del  secondo conflitto bellico. L’ultima edizione fu quella del 1939.
La Ferrari appena nata, era rappresentata da due equipaggi “privati”, ma appoggiati dalla casa madre.
Le vetture erano le “166 MM” dotate di un motore V12 di 1985cc e 140 bhp a 5600 giri/minuto e di un cambio a cinque marce.

La gara fu vinta da Luigi Chinetti ( 1901 – 1994 ) che diede alla Ferrari il primo successo a Le Mans.Il primo nei sui 70 anni di storia della Ferrari.

Chinetti guidò per 23 ore e mezza lasciando l’abitacolo all’aristocratico co-pilota, Peter Mitchell-Thomson, Lord Seldsdon, solo per poco tempo.
La seconda 166 MM ,numero di gara 23, è condotta dall’equipaggio composto da Jean Lucas e ”Ferret” , Pierre-Louis Dreyfus . Dopo una gara in vetta, deve ritirarsi al 53° giro a seguito di un incidente quando al volante è impegnato “Ferret “. Questo successo clamoroso avrà larga risonanza fornendo un contributo capitale all’affermazione del marchio in campo internazionale.  Da allora è iniziato un feeling tra le rosse e la maratona della Sartheche hanno portato a scrivere per nove volte il successo nell’albo d’oro di Le Mans. 

Le altre vittorie sono state conquistate nel 1954 e nel 1958 ed ininterrottamente dal 1960 al 1965.Attualmente la Ferrari è terza come numero di successi dopo i 16 della Porsche ed i 12 dell’Audi, pur essendo assente nella massima categoria dal 1977.

 

Il conte Giannino Marzotto si impone con la 195 S alla Mille Miglia del 1950

Il 22 e 23 Aprile  si corre la Mille Miglia del 1950. La gara si svolge su un percorso di 1.683 km.
A questa competizione la Ferrari iscrisse  una pattuglia di ben undici 166 , nei tipi aperti e chiusi. Le Ferrari 275 S sono guidate da Alberto Ascari e Villoresi, con carrozzeria spider Touring.
Un giovane driver , il Conte Giannino Marzotto ( 1928 – 2012 ) con il suo inseparabile amico e compagno di equipaggio Marco Crosara, partecipava a questa edizione con la sua Ferrari privata. Una Ferrari 195 S berlinetta, tipo Le Mans, di colore Azzurro.
Dopo aver percorso i 1683 km a una media di 123,209 km/h, in condizioni atmosferiche difficili, dei 375 partenti ne arriveranno al traguardo 213, Giannino Marzotto vince la Mille Miglia del 1950.

La fotografia della vittoria è tra le più celebri della Mille Miglia.

L’elegantissimo ventiduenne Giannino Marzotto che vince in doppiopetto e cravatta in tinta con la carrozzeria della sua Ferrari 195 S. A chi le chiede il motivo di simile abbigliamento risponde con candore di aver preso la partenza convinto del ritiro e che perciò avrebbe trovato molto imbarazzante far ritorno in treno con la tuta.

 

1950 debutto in F1 con Ascari al Gran Premio di Monaco

 

70 anni

Tutto cominciò proprio il 21 maggio del 1950.La seconda prova di quel campionato si snoda sul tracciato che  attraversa il territorio del Principato di Monaco.La Scuderia Ferrari faceva il suo esordio nel Campionato del Mondo di Formula 1.

Erano quattro le Ferrari iscritte alla corsa.

 Da Maranello si è mosso un furgone con due 125 F1 nella versione GP49 evoluta. Affidate agli italiani Alberto Ascari e Luigi Villoresi. Sono presenti altre  due 125 F1 normali. Quella azzurra del  francese Raymond Sommer e quella verde del  britannico, Paul Whitehead.
Alla fine della gara Ascari riuscì a conquistare il secondo posto alle spalle dell’Alfa Romeo di Fangio mentre Sommer si classificò al quarto posto. Villoresi fu costretto al ritiro al giro 63 e Whitehead non riuscì a prendere il via per un problema al motore.

 

 

Il Primo successo in F1 di una Rossa, Il Cabezon

E sabato 14 luglio 1951 quando l’argentino Froilan González ( 1922 – 2013 ), il Cabezon, tagliava per primo il traguardo del Gp d’Inghilterra sulla pista ricavata dal vecchio aeroporto militare di Silverstone.
La gara si disputò su 90 giri, 432 chilometri che il Cabezon ha completato in 2 ore 42′, precedendo il suo compatriota Manuel Fangio che pilotava un’Alfa Romeo. La prima vittoria nel Circus, arriva pilotando una 375 F1. una data storica per la casa del Cavallino

“Oggi ho ucciso mia madre” E.Ferrari

 

1952 la prima Rossa vincitrice a Montecarlo, Vittorio Marzotto

 

70 anni

 

Domenica 2 giugno 1952 si disputa il Gran premio di Montecarlo. Il conte Vittorio Marzotto porta alla vittoria la macchina di Maranello. Ha passare per primo sotto la bandiera a scacchi è la  Ferrari 225 S ( Spyder Vignale ) della scuderia Marzotto.
In quella edizione altre due Ferrari tagliarono il traguardo. Eugenio Castellotti , si piazza al secondo posto e Clemente Biondetti al terzo, entrambe le vetture sono della Scuderia Guastalla. Un podio tutto Rosso.

 

Il Primo Titolo Iridato nel Mondiale F1, Alberto Ascari 

Il terzo campionato del mondo inizia il 18 maggio del 1952 e finisci il 7 settembre dello stesso anno. Alberto Ascari ( 1918 – 1955 ) campione del mondo F1 nel 1952 e porta alla Ferrari il primo titolo iridato della sua lunga storia. Salta il primo GP , quello della Svizzera, per prepararsi alla tappa di Indianapolis , conclusasi con un ritiro. Nelle restanti sei corse (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda e Italia) Ascari porta la sua Ferrari 500 F2 sul gradino più alto del podio surclassando gli avversari.il primo titolo Mondiale , nei 70 anni di storia della Ferrari.

 

1954 l’ultima vittoria di Maglioli nella PanAmerica

La Carrera Panamericana o Carrera Messicana, si corse in sole cinque edizioni, dal 1950 al 1954.
La Carrera Mexico era una corsa internazionale , su percorso stradale. Il tracciato, attraverso il territorio messicano, congiungeva il confine  guatemalteco, la partenza era fissata a Tuxtla Gutierrez, con il confine nordamericano ,Ciudad Juarez. Un percorso di 3.068 Km da percorrere in otto tappe.

70 anni

Dal 19 al 23 novembre del 1954 la Carrera Panamericana Mexico visse la sua ultima stagione.

Il dominatore fu il biellese Umberto Maglioli ( 1928 – 1999 ) su Ferrari 375 Plus.

Realizzata da Pininfarina era dotata di un enorme serbatoio supplementare per far fronte ai forti consumi della Ferrari nelle lunghe tappe.
Maglioli percorse i 3.068 km alla velocità media di 173,692 km/h. Vincendo cinque delle otto tappe.
Delle 150 vetture partenti, 85 raggiunsero il confine americano.

Ma la Carrera portò anche diverse novità.

Per la prima volta i piloti europei “scoprirono” i roll-bar, protezioni in ferro che poste all’interno delle grosse vetture americane evitavano, in caso di cappottamento, lo schiacciamento del tetto. Altra novità importante fu l’avvento delle scritte pubblicitarie. Infatti tutte le vetture recarono dipinte sulla carrozzeria scritte di ditte, luoghi di provenienza, marche di carburanti che sarebbero divenute, nel corso degli anni, la linfa vitale di questo sport. Altra curiosità fu quella di consegnare ad ogni equipaggio, delle targhe di circolazione in lamiera, in sostituzione delle originali di ogni vettura, recante il numero di gara e la denominazione della corsa.

 

La 250 Europa

Presentata al Salone di Parigi del 1953. Il progetto fu affidato a Vignale sulla base della Ferrari 340 Mexico. Il propulsore un V12 lungo fu progettato da Aureliano Lampredi, con cilindrata ridotta sotto i tre litri.
Prodotta tra il 1953 e il 1955 .I 22 esemplari prodotti, montavano tutti il motore V12 Lungo. Di questi 18 sono firmati Pinin farina. Si presenta con un frontale molto prominente e una coda chiusa con fanali tondeggianti. Unica è la linea continua della fiancata. L’auto è sprovvista di finestrini posteriori.

Quattro hanno il marchio Vignale –Michelotti.

La Carrozzeria Vignale diede il suo look audace e di forte impatto. Accostando angoli acuti, spigoli smussati , numerose feritoie e l’uso del bicolore. 
Fu costruita una seconda serie , Ferrari 250 Europa GT, progettata da Pinfarina  e Colombo. Ne furono prodotti 40 esemplari e il passo fu ridotto a 2600 mm senza compromettere lo spazio interno.
La Ferrari 250 Europa di Pininfarina presenta un frontale molto prominente e una coda tonda chiusa.

 

70 anni

 

1954 il Coupè di Maranello

Presentata al Salone di Parigi del 1954, la “250 GT Coupè ” fu il punto di riferimento per le auto stradali della Ferrari che seguirono. La combinazione motore e telaio è stata la spina dorsale della produzione  per le vetture destinate alla clientela.

La prima Ferrari prodotta in serie.

Il successo della “250” portò la Pininfarina a non poter provvedere alla produzione del modello a causa dei lavori per il trasferimento sua sede. Dopo aver costruito i primi otto modelli , la produzione fu trasferita alla carrozzeria di Felice Mario Boano.
Boano, produsse 80 esemplari. La carrozzeria apportò lievi modifiche alla linea della fiancata. Im questa nuovo allestimento prese la denominazione :  250 GT Coupè Boano.
 La 250 GT Coupè era alimentata da un V12 corto ideato da Gioacchino Colombo. Un propulsore che grazie a una camicia dei cilindri inserita con una guarnizione nella testata , gli permetteva una maggiore compattezza.

La 250 ebbe la più rilevante quantità di esemplari quasi omogenei prodotti fino a quel momento.

 

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La Ferrari 250 entra nella storia della Lamborghini.

Narra la leggenda, che il costruttore di trattori Ferruccio Lamborghini, amava sgommare con le sue tre Ferrari. Il costruttore possedeva Tre Ferrari 250. Una 250 GT coupè, una 250 Berlinetta a passo corto , di Scaglietti e una 250 GTE di Pinifarina. Il comportamento di Lamborghini portava spesso alla rottura della frizione, portando più volte a pagare la Ferrari per la sostituzione. Dopo l’ennesimo guasto, fece smontare la macchina da un suo meccanico e, con sua enorme sorpresa, trovo che la macchina montava lo stesso modello di cambio , che montava sui trattori che produceva. Fece montare una frizione più robusta e comunicò all’ingegnere la modifica, suggerendogli di adottarla sulle sue vetture.

Enzo Ferrari, piccato, gli rispose “Lei non è altro che un contadino abituato a guidare trattori”.

Dopo quella sferzante risposta, Ferruccio Lamborghini, giurò che avrebbe costruito le migliori vetture rispetto a Ferrari.Da li a poco creò la Lamborghini Automobili di Sant’Agata Bolognese.

 

Fangio, titolo Mondiale in F1 su D50

Il 22 gennaio 1956 , inizia in Argentina il settimo Campionato mondiale FIA di Formula 1. Jaun Manuel Fangio si presenta al via pilotando una Lancia-Ferrari D50. Il 2 settembre 1950, dopo aver disputato otto gare, Fangio vinse il titolo mondiale.
Fangio in quella stagione vinse il G.P. di Argentina, condivisa con Musso, il G.P. di Gran Bretagna e il G.P.di Germania e ottiene 6 pole-position 

 

 

 

Taruffi vince l’ultima Mille Miglia

Domenica 12 maggio 1957 , Piero Taruffi ( 1906 – 1988 ) al volante di una Ferrari 315S si impone nella XXIV edizione della Mille Miglia. Questo arrivo sarà anche l’ultimo arrivo. Un incidente mortale segnerà la fine della “ più bella corsa del  mondo”, cosi Enzo Ferrari definì la corsa su strada tra Brescia e Roma.

La Ferrari n°531, lanciata a quasi 300 km/h in un rettilineo in località Guidizzolo, presso Mantova, uscì di strada uccidendo nove spettatori e ferendone altri. Anche l’equipaggio, composto dal marchese Alfonso “Fon” De Portago e il suo amico e copilota Edmund Nelson moriva sul colpo.

Ferrari veniva incriminato per aver utilizzato pneumatici non idonei alle alte velocità della sua macchina.

Dopo quattro anni e mezzo di perizie e controperizie, finalmente Ferrari venne assolto. Finiva così la leggendaria storia della più affascinante corsa su strada che, per decisione del governo italiano, non venne più disputata.

 

1957 nasce la 250 California. Lo spyder della casa di Maranello

 
L’idea di proporre una serie di vetture per il mercato americano fu del fiduciario della West Coast , John Von Neumann. La reputazione del marchio Ferrari stava crescendo in quel mercato grazie all’affermazione delle vetture sportive. Neumann, porto avanti la sua idea con l’importatore Luigi Chinetti. Ex pilota Ferrari e primo vincitore a le Mans. Chinetti fece sua l’idea e persuase Enzo Ferrari.

Il patron della Ferrari , dette l’incarico a Scaglietti di progettare il primo spyder della casa di Maranello

70 anni

La 250 California venne costruita in lamiere di acciaio. Le portiere ed il cofano invece erano in alluminio. Di questa serie ne vennero prodotti 106 esemplari. Scaglietti di Modena fabbricò , anche,  nove modelli totalmente in alluminio.
Le vetture a passo lungo furono prodotte tra il 1958 ( un prototipo fù realizzato alla fine del 1957) e il 1960.  I codici interni riportavano il numero 508 C ed in seguito 508 D, come sulle berlinette Tour de France. Tutti furono numerati con le cifre del telaio dispari, tipiche delle vetture stradali, seguite dal suffisso GT. Quelle a passo corto dal 1960 al 1962.

L’ultimo modello fu completato agli inizi del 1963.

Le vetture della serie a passo corto erano molto somiglianti al passo lungo. Il passo del telaio era lungo 2.400 mm invece di 2.600 mm.

Tutte le versioni avevano a disposizione un tettuccio rigido asportabile. primi esemplari del passo lungo montavano dei gruppi ottici posteriori uguali alla 250 GT Berlinetta. Le maniglie delle portiere erano a filo della carrozzeria.  Lo sfogo aria del vano motore presente sul parafango, per il passo lungo presenta tre strisce verticali, per il passo corto due. La presa d’aria sul cofano motore nei modelli a passo lungo si eleva dalla linea del cofano. Nei modelli a passo corto è a filo.

 

John Michael Hawthorn  vince il mondiale di F1 , del 1958

 

70 anni

Il primo inglese a diventare Campione del Mondo.
La stagione 1958 del campionato mondiale di F1 è la 9 ad assegnare il campionato piloti e la Prima ad assegnare il Campionato Costruttori.
La stagione inizia il 19 gennaio e termina il 19 ottobre a Casablanca, dopo 11 gare.

Una stagione determinante dal punto di vista tecnico.

La Cooper schiera una vettura con motore posteriore, stravolgendo la logica del tempo e facendo storcere il naso ad Enzo Ferrari, che non concepisce come si possa “mettere il carro davanti ai buoi”.
All’ultimo Gran Premio, a Casablanca, il titolo se lo aggiudica Michael Hawthorn, su Ferrari Dino 246 F1, il titolo costruttori è conquistato dalla Vanwall.
John Michael Hawthorn ( 1929 – 1959 ), è il primo “top driver”, a indossare un giacchetto e l’inseparabile farfallino il primo in assoluto ad abbandonare gli occhialoni per l’avveniristica visiera in plexiglass.
La stagione purtroppo è funestata da diversi incidenti mortali. Musso muore in Francia, Collins al Nürburgring e Lewis-Ewans in Marocco.

Lo stesso Hawthorn perderà la vita prima dell’inizio della stagione successiva, in un incidente stradale.

Al Guilford Bypass, non a Silverstone, mentre con la sua Jaguar 4,2 , targata VDU881, era in piena bagarre con la Mercedes di Rob Walker.
Un testimone parlerà di un tentativo di sorpasso finito male, l’ipotesi di una sfida spontanea fra due giovanotti ricchi ed annoiati per cui motori potenti ed asfalto viscido costituivano un irresistibile richiamo, risulta accettabile per tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

One Response

  1. zvodret iluret
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