Lo sviluppo della mobilità green, porterà una nuova era per l’industria dell’auto

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Un nuovo cambiamento che caratterizzerà l’industria nei prossimi decenni. La sostenibilità ambientale “ legherà” l’evoluzione dell’auto, allo sviluppo della mobilità green

 

I nuovi concetti di mobilità apriranno scenari futuri “che vedono protagonisti veicoli a motorizzazioni alternative, auto a guida autonoma…. “

 

  A fronte di questo quadro complessivo, il volume 2017 dell’Osservatorio sulla Componentistica Automotive italiana propone una fotografia dell’industria nazionale, offrendo al tempo stesso una chiave di lettura delle dinamiche che caratterizzano l’evoluzione del settore a livello globale. 

 

L’analisi dell’Osservatorio evidenzia come le filiere andranno a ricoprire un ruolo fondamentale. Queste categorie affiancheranno le case produttrici nel ricercare nuovi modelli di buniness.

Le categorie saranno totalmente coinvolte  “ le motorizzazioni alternative: sistemisti e modulisti dovranno contribuire allo sviluppo dell’architettura di prodotto, mentre gli studi di Engineering e Design affiancheranno gli OEM nella definizione di estetica e funzionalità del veicolo.”

 

Lo sviluppo della mobilità green.

 

Con il  termine mobilità green o ‘mobilità sostenibile’ si fa riferimento ad un insieme. Un insieme che incorpora, tecnologie e materiali, ma anche soluzioni gestionali, policies e formule imprenditoriali.

 

  soluzioni tecnologiche, gestionali, commerciali, di programmazione e di pianificazione orientate alla riduzione delle esternalità negative sul piano ambientale e sociale prodotte dalla mobilità individuale e dei trasporti in generale.

 

In questo insieme , inoltre si trovano soluzioni ICT per l’interconnettività dei veicoli, servizi di supporto agli automobilisti e ai provider dei servizi di mobilità.

Alla mobilità green contribuiscono in gran parte anche innovazioni tecnologiche e di processo.Questi insiemi sono allo stesso tempo fonte di opportunità e di minaccia per le imprese della filiera industriale e per le filiere automotive.

Lo sviluppo per le imprese è la diversificazione . Una diversificazione che investe il “ mondo “ dei materiali e delle componenti usate per la produzione. Verranno “ contaminate” le tecnologie di processo e le soluzioni per ridurre l’impatto ambientale.

 

Per il settore automotive, le opportunità seguono lo sviluppo della mobilità green.

 

Uno sviluppo che avrà come indicatori : l’utilizzo di tecnologie e di prodotto utilizzate su vasta scala e una “specializzazione di parte della filiera componentistica verso particolari e nuovi tipi di know-how “

Il diffondersi della mobilità è  fonte di potenziali minacce per  filiera automotive. Un impatto che la nuova concezione di mobilità “ha già avuto e avrà ancor più in futuro”

 

 la tendenza a ridurre drasticamente o ad eliminare il traffico veicolare privato dalle città e la tendenza a sostituire l’auto di proprietà con vetture condivise o con l’uso di mezzi pubblici

 

L’Osservatorio ha chiesto alle imprese oggetto dell’indagine , di indicare i punti di riferimento per le strategie d’impresa e i relativi investimenti.

 

 

 

Le rivelazioni dell’Osservatorio hanno messo in luce che solo la metà delle imprese , soggette al monitoraggio, partecipano a progetti per lo sviluppo tecnologie green.

 

 

I progetti che vedono la presenza delle imprese riguardano lo sviluppo delle motorizzazioni alternative.

 

Siamo quindi nell’ambito delle tecnologie green .Più precisamente nel particolare comparto di quelle che vengono comunemente indicate con il termine green car , per indicare le vetture che adottano una propulsione più efficiente e meno inquinante rispetto ai tradizionali motori a combustione interna. 

 

Con il termine green car si fa riferimento a tutte quelle autovetture che hanno in comune una “ famiglia” di tecnologia . Le green sono la punta “ dell’iceberg” della green mobility.

 

 

Lo sviluppo di questo sistema e ritenuto , dall’Osservatorio, in una fase “ fluida”. Una fase in cui esistono varie opportunità tecnologiche.

Il divulgarsi e la crescita dei volumi porterà, da un lato, a una “ drastica” selezione e dall’altro lato una convergenza verso soluzioni che possono offrire una combinazione “di efficienza sul piano dei costi di produzione e di efficacia sul mercato”.

 

Il passaggio dalla fase fluida a quelle successive comporta due fasi critiche.

 

La prima

L’aumento delle immatricolazioni porterà al  “conseguimento di significative economie dimensionali nella produzione “. Questo permetterà di giustificare i costi del servizio post-vendita.

Tale aumento permetterà di misurare il cambiamento “ industriale connesso alla diffusione delle nuove tecnologie.”

 

La seconda

Le green car , in quanto prodotto di innovazione tecnologica, diventano punto di convergenza innovativa per il comparto automotive. Le tecnologie porteranno a un “ ripensamento” dei veicoli e dei sistemi di mobilità.

 

Questo nuovo contesto innescherà una specializzazione da parte della componentistica in totale sinergia con le nuove tendenze tecnologiche.

Entrambi questi processi di evoluzione della struttura dell’industria innescati dalle nuove tecnologie green dipenderanno dalla velocità con cui le vetture alternative penetreranno i mercati.”

 

Il comparto delle green car in Europa e in Italia

 

Nell’ Unione Europea e nei Paesi Efta , nel 2016,  sono state immatricolate oltre mezzo milione di green car . Questo dato rappresenta il 3,5 % delle immatricolazione. Un dato che anche nel primo trimestre del 2017 è in aumento . un aumeno che ha raggiunto il 4.2 %

Di queste immatricolazioni l’80% è rappresentato da vetture ibride. Le restanti sono vetture elettriche e Fuel Cell. Oltre l’80% delle green car immatricolate in Europa è costituito da vetture ibride (81,7% nel 2016), pertanto l’insieme delle vetture puramente elettriche e a fuel cell è di poco inferiore al 20%.

 

 

Le differenze nelle politiche di incentivi applicate dai vari Paesi europei comportano una distribuzione delle vendite di green car. Attualmente la vendita green in Europa ha una quota più elevata di quella del mercato nel suo complesso. Una quota che potrebbe ridursi.

 

 Nel 2015 gli otto Paesi prima menzionati assommavano l’86,7% delle vendite di green car, quota scesa all’83,6% nel 2016 e stando all’ultimo dato disponibile (primo trimestre 2017) ulteriormente diminuita all’81,9%. 

 

La diminuzione della concentrazione territoriale delle vendite è un segnale utile a capire se siamo in presenza di una transizione della tecnologia innovativa dalla fase di introduzione verso quella di diffusione su ampia scala, oppure se la diffusione delle green car resta un fenomeno irregolare o relativamente isolato.

 

Un altro dato è rappresentato dalla quota di green car sul totale complessivo delle immatricolazioni

 

Nel 2015 solo in 7 Paesi europei le immatricolazioni green superava il 3%. Soglia che è stata raggiunta da 11 Paesi nel 2016. Nel Trimestre 2017 sono ben 16 i Paesi europei con un tasso di immatricolazioni di AFV uguale o superiore al 3% del totale

L’Italia è il quinto mercato europeo per le vetture green, ma è solo al sedicesimo posto per quanto riguarda la quota di AFV sul totale delle immatricolazioni.  “Le vendite di auto elettriche pure nel nostro Paese sono molto contenute .1.508 unità complessive nel 2016, 3,7% delle green car e meno dello 0,1% delle immatricolazioni e in calo del 4,8% rispetto al 2015.

Rispetto hai dati rilevati  dall’Osservatorio , allo stato attuale non si può dire se la filiera italiana sia in linea o meno con le prospettive di sviluppo delle green car.

Un altro dato , che emerge dalla rivelazione indica che solo la oltre la meta degli intervistati  NON possiede competenze necessarie per lo sviluppo dell’auto elettriche. Il 34 % ha risposto positivamente , mentre l’ 11% non ha espresso nessun parere.

 

è vero che le conoscenze richieste per lo sviluppo dell’ibrido sono già in buona parte nel bagaglio di know-how delle case automobilistiche, così come è vero anche che partendo da zero è molto più semplice sviluppare un veicolo elettrico rispetto ad un veicolo ibrido. In entrambi i casi è lecito attendersi una evoluzione complessiva dei concept. Un concept che, a cascata, si riverserà sulla filiera, in primo luogo su quella parte della filiera che si occupa di  Engineering e Design (E&D) e su quella che partecipa allo sviluppo dell’EPC. 

 

Altro aspetto importante e di come le case automobilistiche hanno e avranno un ruolo importante nello sviluppo delle car green. Uno sviluppo che pur con differenze territoriali “è ancora a livelli di nicchia o poco più”.

 

Tali scelte saranno quindi trainanti nei confronti delle relative filiere di fornitura soprattutto per quanto riguarda gli integratori di sistemi e i fornitori di moduli (SIST/MOD), i quali sono maggiormente coinvolti nello sviluppo dell’architettura di prodotto e in particolare dell’EPC.

 

Diffusione delle vetture alimentate solo da batterie

 

 

Negli Stati Uniti negli ultimi due anni la crescita si è attestata intorno all’8%. La sola California rappresenta il 50% delle immatricolazioni.

In Europa, dopo un calo tra il 2015 e il 2014 del 6,1%, la domanda si è stabilizzata crescendo del 1,5 % nel 2016. Da rilevare che la Norvegia nel 2016 sono state immatricolate il 26 % di tutte le vetture elettriche circolanti in Europa. In Giappone tale domanda si è invece dimezzata nel 2016 rispetto al 2015 ,-54,7%

 

La concentrazione territoriale delle immatricolazioni di BEV è quindi elevata anche in Europa e sta a sottolineare come la penetrazione di queste vetture sul mercato sia in massima parte legata alle politiche locali di incentivo allo sviluppo delle infrastrutture a supporto.

 

Lo sviluppo della mobilità green, porterà una nuova alba sta nascendo per l’industria dell’auto. Una nuova alba, ripensata radicalmente.

 

 il proprietario, il guidatore (che non necessariamente coincideranno), il resto del sistema di mobilità urbano e l’ambiente nel complesso, verso il quale sarà necessario garantire un crescente grado interconnettività. 

 

Se così sarà, è probabile che la competitività del sistema di fornitura si giocherà anche e soprattutto sulla capacità della filiera di affiancare i carmaker nel rinnovamento, proponendosi come parte attiva nello sviluppo tanto del prodotto quanto dei servizi collegati.

L’auto elettrica e il modo in cui viene “ vissuta” l’auto, rappresentano una “ fonte “ di opportunità. Non sarà solo la parte motoristica , il fattore di cambiamento con cui  “ la filiera automotive dovrà confrontarsi “.

 

 è invece più probabile che le AFV siano l’innesco di un più ampio processo di rinnovamento tanto dei concept quanto dei modelli di business. 

 

 

Osservatorio sulla componentistica automotive italiana 2017 .Pietro Lanzini e Andrea Stocchetti (Università Ca’ Foscari Venezia, Italia)

 

 

 

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