Filobus Giganti

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Dobbiamo tornare indietro nel tempo per raccontare la storia dei filobus giganti.

Era il 1950 , quando il consorzio che gestiva la tranvia che collegava Torino a Rivoli,tramite il lungo rettilineo di corso Francia, decise di sostituirla, la tranvia,  con una moderna e comoda Filovia.
La tranvia era stata aperta , nel lontano 1871, in coincidenza con l’inaugurazione del Traforo del Frejus .
Era stata percorsa, prima dalle vetture a  cavallo, poi  dalle locomotive a vapore e infine da un trenino, che veniva comunemente chiamato “ il tritatutto”, per via delle innumerevoli persone che erano finite sotto le sue ruote.

Questo centenario dall’aria robusta e gagliarda, permise lo sviluppo di una serie di centri abitati e  favorì l’insediamento di molteplici attività , lungo la sua linea ferroviaria.

Ma il “ il tritatutto” aveva, nel suo seno,  un mortale nemico: Lo Sviluppo.

Fù proprio lo  sviluppo, urbanistico ed economico, dell’Italia post- bellica e l’incremento della circolazione automobilistica che rese necessario  l’ ampliamento di corso Francia, decretando la fine del “ tritatutto”.
Dove prima passavano le rotaie , ora l’asfalto coprirà tutto per far spazio alla nuova e moderna filovia, dove far viaggiare i filobus giganti.

Vennero eretti pali, lungo gli 11.6 km che collegano Torino a Rivoli, per sostenere una doppia linea area con due conduttori elettrici, che alimentano e danno energia ai nuovi padroni di questa linea.
La tratta urbana che andava da Torino fino agli stabilimenti Fiat dell’Aeronautica fù elettrificata a corrente continua a tensione di 600v, la linea extraurbana , che partendo da zona aeronautica  arrivava a Rivoli, aveva una tensione di 1200v. Era nata una nuova era.
 Incomincia un’era nuova per la storia di corso Francia, da domani ..i “ filobus giganti”. “ la Stampa Sabato 12/11/1955

I“ filobus giganti”,Filosnodato,erano costruiti dall’Officina Viberti SpA. Su un telaio Fiat 2405F.( Monotral CV12), erano veicoli su gomma a propulsione elettrica. Dotati di due motori TIBB della potenza di 130 kw a 1200 volt e captavano l’energia tramite due aste di captazione, denominate aste filoviarie.

Grazie alla possibilità di accumulare energia elettrica in frenatura, avevano bassi consumi. I “ filobus giganti” erano adibiti al trasporto pubblico e potevano trasportare 2260 passeggeri l’ora.

Le loro dimensioni erano imponenti:

Le dimensioni dei filobus giganti: Lunghezza 18050 mm; larghezza 2.500 millimetri; altezza 3000 mm; sbalzo anteriore 2.400 millimetri; 3200 mm sbalzo posteriore; 5350 + 7100 millimetri passo.
Per servire le linee sussidiarie per Collegno e Grugliasco Viberti costruì delle “ vetture corte” (Monotral CV14F), con parti elettriche TIBB.
 
Ma lo “ sviluppo” era in agguato e voleva ancora una nuova vittima, da portare al suo altare. Come era capitato al trenino “tritatutto” la storia dei “ filobus giganti” si interrompe .
Nel novembre del 1979 il gestore  della linea li soppresse, sostituendo questi “ pionieri “ del trasporto #green  , con i più moderni e inquinanti Autobus a propulsione termica.
 
Come tutte le storie ,le ultime parole sono Fine, ma la storia dei filobus…è appena cominciata…………….

 

 

 

 

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